Viale dei Cipressi
Il Viale dei Cipressi di Bolgheri | Credits: Comunità d'ambito turistico Costa degli Etruschi
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Il Viale dei Cipressi di Bolgheri

Il Viale dei Cipressi, realizzato nel XIX secolo dalla famiglia della Gherardesca, collega la Via Aurelia al borgo di Bolgheri. Lungo quasi cinque chilometri e affiancato da oltre 2.500 cipressi, è oggi un simbolo della Toscana e un monumento nazionale di grande valore storico e paesaggistico.
Un viale monumentale che attraversa storia, natura e memoria. I cipressi di Bolgheri, resi immortali dal poeta toscano Giosuè Carducci, segnano il cammino verso uno dei luoghi più iconici e autentici della Toscana.

Il Viale dei Cipressi è oggi uno dei luoghi simbolo della Toscana, ma le sue origini risalgono a un preciso progetto paesaggistico e di rappresentazione territoriale voluto dalla famiglia Della Gherardesca.
Questo rettilineo di quasi cinque chilometri, affiancato da oltre 2.540 cipressi e immerso in un di uliveti, vigneti e campi coltivati, fu realizzato nella prima metà del XIX secolo.

Il viale dei Cipressi di Bolgheri
Il paesaggio intorno al Viale dei Cipressi | Credits: Daniele Fiaschi

La realizzazione del viale si deve al conte Guido Alberto della Gherardesca, figura di rilievo nello sviluppo del territorio di Bolgheri. Il conte promosse opere di bonifica, riforme agrarie e interventi infrastrutturali, contribuendo a far conoscere e apprezzare il paesaggio bolgherese anche oltre i confini locali, con una visione attenta al suo valore simbolico e rappresentativo.

Il viale si estende lungo la Strada Provinciale Bolgherese, all’altezza della località San Guido, e collega direttamente la Via Aurelia (la storica arteria romana oggi strada statale) al Castello duecentesco di Bolgheri. È l’unico accesso diretto e scenografico al borgo e rappresenta da sempre una sorta di “introduzione” al paesaggio collinare della zona. La vista è dominata da un allineamento perfetto di cipressi, piantati su entrambi i lati e potati in modo regolare per conservarne la forma slanciata.

Ingresso di Bolgheri
L’ingresso al borgo di Bolgheri | Credits: Daniele Fiaschi

All’inizio del viale si trova l’Oratorio di San Guido, una piccola chiesa edificata nel 1703 dalla famiglia della Gherardesca e dedicata a San Guido, vescovo di Acqui e antenato della casata. L’edificio riflette l’architettura religiosa rurale del primo Settecento toscano. Serviva non solo come luogo di culto per la tenuta, ma anche come elemento identitario. San Guido era considerato il protettore della famiglia, e l’oratorio ne affermava visivamente il legame con il territorio.

L’attuale configurazione dell’oratorio è stata più volte restaurata. Di fronte all’edificio si erge l’obelisco dedicato a Giosuè Carducci, installato nel 1908 per celebrare il centenario della sua nascita.

Giosuè Carducci, premio Nobel per la letteratura nel 1906, trascorse parte dell’infanzia proprio a Bolgheri, dove suo padre Michele esercitava la professione di medico. La poesia Davanti San Guido (1874) contribuì in modo determinante alla notorietà del viale. Nei celebri versi

“I cipressi che a Bólgheri alti e schietti /
van da San Guido in duplice filar”

il poeta trasformò il viale in una metafora del tempo, della patria e della memoria familiare. Da quel momento, il viale divenne un luogo non solo fisico, ma anche culturale e letterario.

Nel 1954 il Viale dei Cipressi fu asfaltato e, pur non esistendo una data ufficiale per il riconoscimento, nel tempo è stato annoverato tra i beni d’interesse storico‑artistico tutelati dalla Soprintendenza e oggi è considerato un monumento nazionale. Oggi il Viale dei Cipressi rappresenta non solo un tratto distintivo del paesaggio toscano, ma anche una testimonianza concreta della storia agricola, culturale e familiare di Bolgheri.