Capraia
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Capraia: la piccola perla incontaminata dell’arcipelago toscano 

Capraia è la più incontaminata delle isole dell’Arcipelago Toscano. Di origine vulcanica e con poco più di 350 abitanti, offre un viaggio tra storia e natura: dalla Chiesa di Santa Maria Assunta ai palmenti rupestri, dalla Torre del Porto al Forte San Giorgio, fino a Cala Rossa e alla Torre dello Zenòbito. Tra trekking panoramici e mare cristallino, è la meta ideale per chi cerca natura incontaminata e tranquillità.
Tra mare profondo e scogliere di lava, Capraia è un’isola che sembra sospesa nel tempo. Selvaggia, autentica e poco popolata, racconta storie di pirati e monaci, di colonie penali e di vita lenta, scandita dal vento e dai sentieri che si perdono nella macchia mediterranea.

Capraia è un’isola che sorprende chi cerca autenticità e paesaggi incontaminati. Terza per dimensioni tra le isole dell’Arcipelago Toscano e unica di origine vulcanica, ha un fascino selvaggio e intatto. Solo il 3% del territorio è abitato: il resto è un intreccio di sentieri panoramici che attraversano l’isola, macchia mediterranea alta e bassa composta da corbezzolo ed erica arborea, ma anche da mirto, lavanda e rosmarino, scogliere di roccia vulcanica a picco sul mare e fondali marini ricchi di biodiversità. Il suo profilo aspro, scolpito da millenni di attività geologica, si staglia a circa 36 miglia da Livorno, collegata da un traghetto di poco meno di tre ore, e a 31 miglia da San Vincenzo, da cui parte una traversata di circa due ore e mezza.

Per chi preferisce raggiungerla con la propria barca, i tempi di navigazione variano in base alla velocità: una barca a vela a 8 nodi impiega in media 4 ore da San Vincenzo e 5 ore da Livorno, mentre con una barca a motore da 20 nodi il viaggio può ridursi a circa 1 ora e mezza da San Vincenzo e 2 ore da Livorno.

Il paesaggio di Capraia dall'alto | Credits: Alberto Ghelfi
Il paesaggio di Capraia dall’alto | Credits: Alberto Ghelfi

La sua posizione isolata e la lunga storia di chiusura, fu sede di una colonia penale agricola per oltre un secolo, dal 1873 al 1986. Ancora oggi il suo paesaggio è segnato da terrazzamenti abbandonati, sentieri sterrati e ruderi agricoli, testimoni di un passato recente fatto di lavoro e isolamento.

Ma la storia dell’isola affonda le radici molto più lontano: già conosciuta da Greci e Romani (che la chiamavano Aegylon), Capraia fu rifugio di eremiti, punto d’appoggio per monaci e presidio difensivo per Pisa prima, e per Genova poi. Proprio la Repubblica di Genova, nel 1540, la rese un baluardo strategico nel Tirreno, costruendo torri e fortificazioni per proteggerla dalle scorrerie dei pirati saraceni.

Oggi Capraia, con una popolazione di poco più di 350 abitanti, è considerata la più “selvaggia” tra le isole dell’Arcipelago Toscano. Proprio per questo è una meta ideale per chi ama viaggiare a ritmo lento, a piedi o via mare. Un piccolo porto, un borgo raccolto, pochi servizi essenziali e tanta natura: la destinazione perfetta per chi cerca silenzio, autenticità e un contatto diretto con un’isola rimasta intatta, da scoprire lungo i sentieri che ne attraversano tutto il territorio.

Un itinerario tra storia, natura e mare

Il cuore di Capraia si scopre camminando. E non solo per modo di dire: l’intera isola è percorsa da sentieri ben mantenuti, che si estendono dal nord al sud collegando il borgo alle aree naturali più remote, passando per punti panoramici, calette raggiungibili solo a piedi e strutture rurali abbandonate. È un vero paradiso per escursionisti, birdwatcher e camminatori di ogni livello.

Il nostro itinerario a piedi parte dalla parte alta del paese, dove si erge la Chiesa di Santa Maria Assunta, edificio religioso principale dell’isola. La struttura, del XVIII secolo, conserva un impianto semplice e raccolto, con una navata unica e alcuni arredi antichi di valore. Da qui si può deviare verso l’entroterra e raggiungere i palmenti rupestri, antiche vasche scavate nella roccia dove un tempo si pigiava l’uva. Ancora oggi si trovano immersi in una vegetazione fitta, tra pietre e muretti a secco, e rappresentano una testimonianza diretta dell’economia agricola pre-carceraria.

Scendendo verso il porto, si incontra la Torre del Porto, costruita nel XVI secolo dai Genovesi come presidio difensivo. Oggi ospita la biblioteca comunale, un piccolo ma attivissimo spazio culturale. Dietro la torre, una scalinata in pietra conduce a Cala San Francesco, una baia di origine vulcanica circondata da scogli neri e acque trasparenti: un punto perfetto per una pausa e, in estate, per un bagno rigenerante.

Torre del Porto | Credits: Alberto Ghelfi
Torre del Porto | Credits: Alberto Ghelfi

Risalendo, si raggiunge il punto più scenografico dell’isola: Forte San Giorgio. Costruito nel 1540 dopo un assalto distruttivo del corsaro Dragut, venne completato in pochi anni per difendere l’isola da nuovi attacchi. Quando Dragut tornò nel 1545, Capraia era già fortificata e riuscì a respingere l’assalto. Nei secoli, il Forte ha cambiato volto più volte: da presidio militare a caserma, poi struttura ricettiva e persino locale notturno. Oggi è stato ristrutturato e ospita appartamenti privati, ma l’esterno è visitabile e offre una delle viste più spettacolari dell’isola sul porto e sul mare aperto.

Forte San Giorgio | Credits: Alberto Ghelfi
Forte San Giorgio | Credits: Alberto Ghelfi

Continuando la discesa, si arriva in Piazza Milano, punto nevralgico del borgo e sede della Chiesa di San Nicola. Costruita nel Settecento, è legata alla presenza della colonia penale: venne realizzata per accogliere i detenuti e il personale dell’istituto. Oggi è chiusa, ma resta uno dei simboli della trasformazione storica dell’isola nel corso del XX secolo.

Infine, vale la pena allungarsi fino al punto panoramico di Bellavista, una terrazza naturale raggiungibile con una breve passeggiata dal centro abitato. Il nome è eloquente: da qui si apre una vista diretta sul porto, sull’isola e sul tratto di mare che guarda verso la costa toscana. È un ottimo punto per fermarsi a fine giornata, scattare qualche foto o semplicemente godersi il silenzio.

Se invece scegliete di esplorare Capraia via mare, non potete perdere Cala Rossa, una delle baie più spettacolari dell’isola. Situata nella parte sud-orientale, è accessibile solo in barca, tramite escursioni giornaliere o con imbarcazione privata. Il nome deriva dal colore delle rocce vulcaniche che la circondano, un rosso intenso che contrasta con il blu profondo del mare e il bianco di alcune falesie circostanti. L’intera area rientra nella Riserva MaB UNESCO Isole di Toscana ed è un perfetto esempio dell’origine vulcanica di Capraia.

Cala Rossa | Credits: Alberto Ghelfi
Cala Rossa | Credits: Alberto Ghelfi

Sovrasta la baia e Cala Rossa la Torre dello Zenòbito, una torre di guardia costruita nel 1545 in pietra lavica, posta su un promontorio scenografico che protegge la punta meridionale dell’isola. Anche se non è visitabile internamente, resta una delle testimonianze più affascinanti dell’epoca genovese.

Per raggiungerla via terra, uno degli itinerari più suggestivi è il percorso da Monte Arpagna a Punta dello Zenòbito, che parte dal paese e si snoda attraverso sentieri ben segnalati, spesso organizzati ad anello e comprensivi della torre stessa. Da mare o da terra, questa zona rappresenta uno dei luoghi più selvaggi e fotogenici di Capraia.

Il paesaggio marino di Capraia

Capraia non è solo un’isola da esplorare a piedi: è anche un paradiso marino. Le sue coste frastagliate custodiscono calette nascoste e grotte accessibili solo via mare. I fondali sono ricchi di biodiversità, con praterie di posidonia, cernie, dentici e ricciole che attirano appassionati di snorkeling e immersioni.Tra le tante meraviglie naturalistiche, va segnalata anche la presenza, rara ma documentata, della foca monaca, che ancora oggi trova rifugio tra le grotte più isolate dell’isola. Con meno di 700 esemplari stimati in tutto il Mediterraneo, il suo avvistamento è un evento straordinario che testimonia il valore ambientale di quest’isola selvaggia e protetta.

Fauna marina a Capraia | Credits: Alberto Ghelfi
Fauna marina a Capraia | Credits: Alberto Ghelfi

Informazioni utili

Traghetto

Capraia è raggiungibile anche dal Porto di San Vincenzo grazie alle escursioni giornaliere organizzate da Aquavision.
Il servizio è attivo: tutti i martedì di agosto e ogni giovedì e domenica da giugno a settembre

La traversata dura circa 2 ore e prevede una sosta sull’isola di circa 7 ore, perfetta per una visita completa tra mare, borgo e sentieri.
Visita: www.aquavision.it

Capraia è raggiungibile tutti i giorni dal Porto Mediceo di Livorno con i traghetti della compagnia Toremar. La traversata dura circa 2 ore e mezza, con partenze regolari durante tutto l’anno.
Visita: www.toremar.it

Barca privata

Per chi desidera un’esperienza più esclusiva o ha già una barca a disposizione, Capraia è accessibile via mare in autonomia. L’isola dispone di un porto attrezzato con ormeggi per imbarcazioni private, rifornimento carburante e servizi per i diportisti, attivo principalmente da aprile a ottobre.

Durante l’estate è consigliabile prenotare l’ormeggio in anticipo, specialmente nei fine settimana. La navigazione è regolamentata nelle aree protette: l’intero perimetro dell’isola rientra nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, quindi alcune calette e fondali sono soggetti a restrizioni.

i tempi di navigazione variano in base alla velocità: una barca a vela a 8 nodi impiega in media 4 ore da San Vincenzo e 5 ore da Livorno, mentre con una barca a motore da 20 nodi il viaggio può ridursi a circa 1 ora e mezza da San Vincenzo e 2 ore da Livorno.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la Capitaneria di Porto di Capraia o visitare il sito ufficiale del Parco: www.islepark.it