Nella serata del 10 luglio, nella suggestiva cornice del borgo di Castagneto Carducci, si è inaugurata la mostra Arte diffusa sulla costa toscana, un progetto espositivo all’aperto che intreccia arte contemporanea, paesaggio e memoria. Protagonista dell’edizione inaugurale è Giuseppe Bergomi, scultore bresciano, le cui opere indagano la figura umana come luogo di verità, intimità e tempo vissuto.
La prima parte dell’inaugurazione si è svolta nel cuore del borgo, nel Piazzale Belvedere, trasformato per l’occasione in uno spazio di dialogo tra arte e paesaggio. Qui il pubblico ha potuto ammirare alcune tra le opere più emblematiche della mostra: Ellisse, una delle tre nuove sculture realizzate appositamente da Bergomi per il progetto, e Cronografia di un corpo, riflessione sulla forma e sull’esperienza del corpo umano. A queste si affiancano Grande coppia su parallelepipedo e Cubo con figure che guardano in alto. In questo spazio aperto, affacciato sul paesaggio toscano, le sculture si impongono non per monumentalità, ma per intensità emotiva, invitando all’ascolto, alla sosta, alla riflessione.



A presentare il progetto è stata la curatrice Paola Maria Formenti, ideatrice dell’intera iniziativa, che ha introdotto l’origine e l’intento della mostra.
Formenti ha sottolineato come Arte diffusa sulla costa toscana sia una mostra “consolidata con il Covid”, nata cioè in risposta alla necessità di riscoprire lo spazio aperto, la distanza e il respiro dei luoghi reali. “Per diventare un fatto compiuto, ha dichiarato, ci è voluto il maestro Giuseppe Bergomi”, definendolo “un uomo colto, un artista che unisce il concetto e la forma, e la forma la esegue con le sue mani talentuose”.
Ha ricordato inoltre una parola tedesca a lei molto cara: Kunst, che significa contemporaneamente “arte” e “bellezza”, un termine in cui si riconosce e che rappresenta lo spirito del suo progetto curatoriale.
Il valore della mostra, ha spiegato Formenti, si fonda su tre pilastri: la forza del corpus espositivo, ben 16 opere e 9 sculture più piccole; la presenza di tre opere site-specific realizzate appositamente dall’artista Bergomi per l’occasione; e infine, il prestigio dei prestiti museali, tra cui quello della Fondazione Brescia Musei, a testimonianza dell’autorevolezza dell’iniziativa.
Infine, la curatrice Paola Maria Formenti ha voluto esprimere un sentito ringraziamento alle aziende vitivinicole Poggio al Tesoro, Terre dei Ghelfi e Argentiera, che con il loro contributo hanno reso possibile la realizzazione del progetto. Realtà diverse, ma unite da una visione comune: sostenere la cultura come valore diffuso, come esperienza viva nel territorio.
Le sindache di Castagneto Carducci e Casale Marittimo, presenti all’inaugurazione, hanno ribadito l’importanza della cultura come motore di coesione, identità e rigenerazione per i borghi storici.


Momento intenso è stato senza dubbio l’intervento dello stesso Giuseppe Bergomi. L’artista ha parlato con profondità e autenticità, sfidando le aspettative di un discorso esplicativo:
“Io non voglio comunicare niente”, ha dichiarato. “Non voglio dire niente, perché penso che l’arte, in particolare l’arte figurativa, non sia una forma di comunicazione. L’artista è un mediatore di pulsioni, di sentimenti non definibili in altro modo. Io di idee ne ho poche, due o tre nella vita, che mi hanno permesso di costruire, piano piano, un linguaggio.”
Quel linguaggio si è sviluppato attorno a un’intuizione fondamentale: una scultura legata alla quotidianità, alla vita, all’esperienza, all’emotività dei sensi. “Le mie opere nascono sempre in rapporto alle persone. A volte ci vuole tempo, mesi. Ma a un certo punto quella necessità esplode.”
Nel suo racconto, Bergomi ha anche richiamato l’origine di Colazione a letto, una delle opere più intime della mostra, ospitata a Casale Marittimo: un grande letto in terracotta con la sua famiglia, nata da un gesto quotidiano e realizzata in cotto proprio per la forza evocativa di quel materiale.
Infine, ha riflettuto sul valore della scultura come atto di resistenza contro la morte, come forma che tenta, pur consapevolmente illusoria, di eternare la vita. E ha voluto chiarire che le sue opere non sono installazioni, ma strutture organiche, organismi plastici dotati di un’autonomia espressiva ed emotiva.
Il pubblico ha poi seguito un percorso alla scoperta delle opere installate nel borgo: Geometrie descrittive 3, collocata in via Vittorio Emanuele, davanti al Municipio; Ilaria con gatto, in Piazza della Gogna; e infine Africa con violoncello, all’interno di Palazzo Espinassi Moratti, scultura a grandezza naturale presentata alla Biennale di Venezia nel 2011, accompagnata da piccole figure che raccontano il corpo come luogo emotivo, simbolico, vibrante.



La serata si è conclusa sulla terrazzina panoramica del palazzo, con un brindisi accompagnato dai vini di Poggio al Tesoro, Terre dei Ghelfi e Argentiera, mentre il sole calava dolcemente dietro il profilo delle isole Gorgona ed Elba, tingendo il cielo di luce dorata.
INFORMAZIONI PRATICHE
Durata: 10 luglio – 3 novembre 2025
Dove:
Bolgheri
Sagrato della Chiesa di Bolgheri – Piazza Teresa
Castagneto Carducci
Piazzale Belvedere Curiel – Via Vittorio Emanuele
Piazza della Gogna
Via Vittorio Emanuele (davanti al municipio)
Palazzo Espinassi Moratti – via Giosuè Carducci 59
Casale Marittimo
La Canonica – Via del Castello
Oratorio di San Sebastiano – Piazza del Popolo
Il Coppaio – Via della Ferrana
